“A pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni entusiastiche della Mediterranea Holding Spa, oggi ci troviamo di fronte all’inspiegabile annullamento della gara per la privatizzazione della societa’ Tirrenia”. Lo affermano i senatori Marco Filippi, Silvio Sircana e Luigi Vimercati, rispettivamente capogruppo e membri Pd della commissione lavori pubblici e comunicazioni di Palazzo Madama. “Manifestiamo sconcerto – aggiungono i senatori – per l’esito di una gara che e’ iniziata male ed e’ finita peggio, gestita in modo fallimentare dal governo Berlusconi. Chiediamo pertanto al ministro Tremonti di riferire subito in commissione Lavori Pubblici sui i reali motivi che hanno portato all’annullamento della gara e sulle garanzie effettive che il governo intende mettere in atto per la continuita’ del servizio assicurato dalla Tirrenia, che resta fondamentale per la realta’ delle piccole isole non solo per il periodo estivo”. ”E in particolare chiediamo al governo di salvaguardare i livelli occupazionali che potrebbero essere seriamente compromessi. Non vorremmo – concludono i senatori – che il dietrofront del governo fosse una punizione per l’Mpa di Lombardo per aver votato con Fini e Casini sul caso Caliendo”.
Tirrenia: Tremonti riferisca subito a Palazzo Madama
Approvato il nuovo codice della strada: bene lo stop all’alcool, ma il Pd è soddisfatto a metà
È un risultato positivo la maggiore severità del nuovo codice che vieta con grande decisione la guida in stato di ubriachezza, una misura per la quale ci siamo fortemente battuti come Pd. Il provvedimento però, ci lascia insoddisfatti per due ragioni importanti. La prima è che non sono state stanziate risorse per intensificare i controlli sulle strade, cosa che renderà di difficile applicazione le nuove norme. In secondo luogo poi sono state inserite questioni come la nuova disciplina sulla somministrazione delle bevande alcoliche negli stabilimenti balneari che sono estranee al codice della strada e che rischiano di metter in difficoltà il turismo italiano alla vigilia delle grandi ferie d’agosto.
No bavaglio, l’Islanda guida la carica
La piccola repubblica islandese si appresta a diventare un gigante per ciò che concerne la libertà di manifestazione del pensiero. La legge appena approvata, la Icelandic Modern Media Iniziative, prevede la totale libertà di pubblicazione di documenti di pubblico interesse grazie a quattro norme fondamentali: l’impossibilità per la giustizia locale di impedire la pubblicazione di atti e notizie; l’impossibilità di scoprire l’identità di chi ha pubblicato i documenti; l’impossibilità di dare seguito a sentenze di tribunali esteri emesse in base a leggi contrarie a quella islandese e la tutela della società che gestiscono i server da processi costosi presso corti straniere. La risoluzione impegna il governo islandese a modificare 14 leggi esistenti, processo che si stima durerà all’incirca un anno.
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Il mondo volge verso la libertà dell’informazione mentre in Italia il governo porta avanti un illiberale ddl sulle intercettazioni e, ancora, promuove norme che mettono il bavaglio alle web-tv sommergendole di costi e burocrazia ed equiparandole alle tv tradizionali. Una sorta di Medioevo digitale che ci allontana sempre più dalle democrazie avanzate
Proposta Pd Milano per una rete wi-fi cittadina
La nuova proposta del Pd milanese “Change Milano” prevede la realizzazione di una rete cittadina attraverso l’utilizzo di edifici e spazi pubblici, fermate ATM ed esercizi commerciali, per offrire un accesso capillare ad internet senza fili in tutto il territorio comunale. Sono anni che Milano attende invano di diventare una “città digitale” mentre in tutte le grandi città del mondo la diffusione del Wi-fi cresce a dismisura.
Il progetto del Pd prevede una mappa di oltre 5000 luoghi in cui posizionare le antenne Wi-fi, facendo diventare Milano capitale europea del Wireless. L’obiettivo è soddisfare i bisogni delle categorie più disparate di utenti internet milanesi: gli oltre 200mila studenti, la moltitudine di professionisti e city users e gli 11 milioni di turisti che frequentano ogni anno la nostra Città, oltre ai tanti visitatori che frequenteranno Milano con l’avvicinarsi di Expo 2015.
Tra le molteplici tipologie di servizi che la rete municipale internet metterà a disposizione degli utenti ci sono i sistemi di rilevazione del degrado urbano, i servizi di pagamenti (parcheggi, ztl), i servizi di prossimità (informazioni sui servizi localizzati nella zona di accesso) e l’alfabetizzazione digitale (informazioni sull’utilizzo di internet in mobilità e sulla fruizione dei servizi geolocalizzati)
Tirrenia, l’Alitalia dei mari
Il Senato ha approvato il Decreto sulla privatizzazione di Tirrenia. Delle 16 manifestazioni di interesse ne e` rimasta in campo solo una, quella di Mediterranea Holding, che ha come azionista di riferimento al 37 per cento la Regione Sicilia. Quindi, si «privatizza» cedendo ad una societa` che ha come azionista di riferimento un ente pubblico, un fatto senza precedenti nella storia europea.
Attualmente lo Stato paga ogni anno il disavanzo tra quello che Tirrenia ricava e quello che spende: nel 2007 erano 46 milioni di euro, nel 2008 sono stati 101 milioni di euro. Le societa’ regionali ricevono sussidi ancora maggiori: nel 2007, a fronte di ricavi complessivamente di 81 milioni di euro, hanno ottenuto sovvenzioni per 135 milioni di euro; nel 2008, a fronte di 85 milioni di euro di ricavi, hanno ottenuto sovvenzioni per 138 milioni di euro.
Nel processo di privatizzazione è stato incluso un pacchetto di sovvenzioni particolarmente lucroso, perche´ per Tirrenia si prevedono 73 milioni annui di sovvenzioni per un totale di 584 milioni per gli otto anni e per la società regionale Siremar di 56 milioni, per un totale di 672 milioni per i 12 anni. Si tratta, in totale, di un miliardo e 256 milioni di aiuti pubblici per chi si aggiudichera` l’asta per la privatizzazione.
Certo, nell’indicazione c’è anche la garanzia per il servizio pubblico, per la continuita` territoriale, per la salvaguardia dei livelli occupazionali; a ben vedere chi dovra` occuparsi di Tirrenia dovra` anche farsi carico di un debito di circa 520 milioni. E’ evidente che l’unico interesse dell’operazione e` l’accaparramento del flusso miliardario di sovvenzioni pubbliche.
Mi chiedo come faccia una societa` come Mediterranea Holding, che ha un capitale sociale di 120.000 euro, a sobbarcarsi un debito di 520 milioni di euro: puo` stare in piedi una societa` con questo squilibrio patrimoniale? Nel mondo normale, credo di no. Siamo dunque di fronte ad un evidente flop annunciato, un disastro che non sembra trovare una soluzione, anzi e` facile prevedere che i guai per i passeggeri si aggraveranno. C’e` poi un forte tam tam di queste ultime ore: se Mediterranea Holding dovesse rinunciare, quale scenario si aprirebbe?
Manovra: il Governo ignora lo sviluppo della banda larga per rilanciare l’economia e l’occupazione
La manovra di soli tagli colpisca indiscriminatamente i cittadini, specie quelli più deboli, ma non ponga le basi per uscire dalla recessione attraverso la creazione di più opportunità per le aziende e di più lavoro per tutti.
Non c’è uno straccio di idea per innovare il sistema delle imprese e quello della pubblica amministrazione, per esempio dando impulso alla diffusione della banda larga per colmare il divario digitale, generare nuova occupazione subito e contribuire alla risalita del Pil: un’operazione contemplata nell’agenda europea e già fatta propria da Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna.
E’ sparita persino la dote di 800 milioni lasciata in eredità dal Governo Prodi, che sembrava destinata a finanziare il piano Caio, poi Romani, per portare un minimo di banda larga a tutti gli italiani: quei soldi hanno trovato altre destinazioni.
Il Governo Berlusconi ha inoltre cestinato l’emendamento che abbiamo presentato per mettere a gara pubblica le frequenze via via liberate dal passaggio della televisione dall’analogico al digitale terrestre. Un tesoretto che avrebbe potuto fruttare un paio di miliardi e mezzo, un decimo del valore della manovra confezionata da Tremonti, utilizzabili per concretizzare il piano Romani, evitare la cancellazione di tanti enti culturali, non far mancare agli invalidi, quelli veri, un aiuto decente da parte dello Stato. Se ne riparlerà a Montecitorio.
Dividendo digitale contro la crisi
La scorsa settimana, insieme ad altri senatori Pd, ho presentato un emendamento alla manovra finanziaria sul dividendo digitale. L’emendamento prevede l’assegnazione delle frequenze analogiche liberate progressivamente a seguito dell’adozione della tecnologia digitale terrestre ai servizi di telecomunicazione mobile, tramite procedure di evidenza pubblica competitiva e su provvedimento del Ministro per lo sviluppo economico.
Tale procedura è già stata effettuata o prevista in gran parte degli Stati membri dell’UE e la stessa Commissione Europea, con la decisione della del 6 maggio 2010/267/EU, ha stabilito regole armonizzate per l’allocazione delle frequenze e richiede che gli stessi Stati mettano parte del dividendo digitale a disposizione per i servizi di comunicazione mobile a banda larga.
In Germania, dove la gara per l’assegnazione delle frequenze si è appena conclusa, è stata superata quota 4,4 miliardi di euro, una somma quasi pari a quella tagliata annualmente a tutte le regioni italiane dalla Manovra finanziaria.
Il presente emendamento prevede di utilizzare il 50% delle risorse derivanti dalla gara per il ripianamento del deficit pubblico, lasciandone il restante 50% a favore dello sviluppo delle reti a banda larga in Italia.
Attualmente l’emendamento, dopo essere stato bocciato in VIII commissione Senato per un solo voto, è in procinto di essere ripresentato alla Camera
Casini: nuovo governo con il Cav.
La politica estiva non delude mai. A cena da Vespa, non è stato reso noto il menù ,né il cuoco, il potere con la P maiuscola si è riunito per dare una prospettiva alla crisi strisciante del governo Berlusconi. Altro che la nuova P2 di casa Verdini, più simile all’incontro della banda Bassotti. Il cardinal Bertone, il governatore Draghi, Geronzi delle Generali e di Mediobanca, Casini, Berlusconi, G. Letta. Il potere che conta a Roma.
Hanno deciso di fare una nuova maggioranza con l’UDC. Il perché è evidente. Di fronte all’aggravarsi della crisi questa maggioranza fortissima nei numeri, ma fragile politicamente non si può star fermi. E’ la prima decisione del “ghe pensi mi” berlusconiano. Riprendere le redini della situazione politica con alcuni chiari obiettivi: ridimensionare Tremonti, grande assente a casa Vespa, e la Lega; togliere dalle possibilità un governo tecnico con Draghi; mettere in un angolo Fini. Ci riuscirà il cav? Bisognerebbe chiederlo al mitico polpo Paul.Forse è anche il caso che il PD si dia una mossa se non vuole che la crisi evidente della maggioranza di centrodestra non dia frutti all’opposizione.
Expo, meglio tardi che mai. Finalmente arrivato il si del Cipe.
Meglio tardi che mai. Il Governo ha finalmente approvato al Cipe importanti opere del dossier Expo Milano, tra cui il potenziamento della ferrovia Rho-Gallarate, che dovrebbe consentire una migliore connessione di Malpensa con Milano e con l’alta velocità, e il prolungamento delle linee 2 e 3 del metro, funzionali a una rete metropolitana di area vasta.
Ma il ritardo accumulato è tanto, perché queste opere devono essere pronte prima dell’apertura dell’Expo nel 2015. Daremo battaglia in Parlamento affinché l’Esecutivo apra davvero, e per tempo, i cordoni della borsa per realizzare opere strategiche per Milano e la Lombardia.
Approvata in Senato la mozione su Malpensa
E’ stata approvata poco fa la mozione su Malpensa, che ho presentato in prima persona e che è stata sottoscritta da oltre 100 senatori PD. Abbiamo chiesto al Governo semplicemente di mantenere gli impegni presi: il rilancio dello scalo quale aeroporto internazionale e intercontinentale, anche e soprattutto in vista di Expo 2015, tramite la definizione di un Piano nazionale della rete aeroportuale e la creazione di un collegamento diretto con l’Alta Velocità ferroviaria e con Milano Centrale. Sull’accessibilità, in particolare, abbiamo chiesto di fare ciò che è stato deciso da almeno due governi: la Pedemontana lombarda, già finanziata dal governo Prodi, che rischia di fermarsi per incomprensibili iniziative localistiche, la connessione ferroviaria tra Terminal 1 e Terminal 2 e la nuova linea Gallarate/Rho. Queste opere risolverebbero l’annoso problema dell’accessibilità di Malpensa, trasformandolo in grande fattore di crescita per la Lombardia e per l’intero Nord Italia.
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